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CHECCO ZALONE SCARICA


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    Nome: checco zalone
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    CHECCO ZALONE SCARICA

    Appena il video è apparso in Rete, si è scatenato un putiferio: insulti al comico pugliese, tacciato di essere razzista e becero. Parlo di questo triste episodio perché, ripeto, da uomo libero sono indignato.

    Malta, migranti maltrattati sul set di Checco Zalone. Ripeto ancora: Zalone lo mette in scena, non dice di condividere il pensiero del suo personaggio. Lo fa perché questo tema è il tema centrale della vita italiana di oggi, soprattutto come dibattito politico.

    È attualità pura. Invece no. Per molti integralisti della correttezza non ne ha facoltà. Cari censori, la satira è la linea di demarcazione assoluta tra una democrazia e una dittatura.

    Un Paese che non sa accettare la satira è un buco nero.

    Ripeto ancora: Zalone lo mette in scena, non dice di condividere il pensiero del suo personaggio. Lo fa perché questo tema è il tema centrale della vita italiana di oggi, soprattutto come dibattito politico.

    È attualità pura. Invece no. Per molti integralisti della correttezza non ne ha facoltà.

    Cari censori, la satira è la linea di demarcazione assoluta tra una democrazia e una dittatura. Un Paese che non sa accettare la satira è un buco nero.

    Un Paese è serio se sa ridere di se stesso. In quegli anni di edonismo, di berlusconismo nascente, abbiamo realizzato diversi film sulla realtà che ci circondava.

    La Milano da bere, la crescita di una borghesia arricchita e cafona, lo yuppismo. Che babbei.

    Immigrato – Checco Zalone | Testo — Nuove Canzoni

    Noi facevamo satira. E oggi, con il tempo, quei film sono considerati in maniera quasi unanime dei reperti sociologici della nostra identità nazionale. Lo scenario è quello dei quartieri popolari di Roma, sono gli spaccati di vita quotidiana spiati dai balconi dei caseggiati intorno a Piazza Bologna. Ma non ti avevano rimpatriato? Mi prosciughi tutto il fatturato".

    È un susseguirsi di luoghi comuni, di giochi di parole, in un crescendo fino alla scena decisiva dove l'immigrato diventa finalmente "integrato", dentro casa dell'italiano. In arte Checco Zalone, Luca Medici, gioca sapientemente sulla retorica razzista: la cita, la ribadisce e la smentisce, sapendo di muoversi su una linea sottilissima.

    Non risparmia riferimenti allusivi agli slogan politici e alle discusse campagne sui porti chiusi "Prima l'italiano", recita il vicino pachistano.