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SCARICA PULSIONALE


    La pulsione è un concetto sviluppato da Sigmund Freud per dare una spiegazione ai moventi e spingendolo a sviluppare quei comportamenti che permetterebbero una scarica della tensione provocata dalla spinta pulsionale. Freud usò il. In ambito psicologico il termine pulsione (dal latino pulsio, derivato da pellere, una meta che rappresenta l'azione di scarica o di soddisfazione della tensione. La meta, infine, è ciò che conduce al soddisfacimento della pulsione; è l'attività provocata dalla pulsione e che porta alla scarica, alla riduzione della tensione. gratificazione pulsionale (scarica dell'eccitamento). − La libido cerca L'oggetto è ciò che permette alla pulsione di gratificarsi (scarica dell'eccitamento). −. la funzione principale di dilazionare e/o inibire la scarica pulsionale in funzione migliore adattamento all'ambiente sociale: «Se l'oggetto della pulsione è un.

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    Freud elabora, in momenti diversi, la prima e la seconda teoria duale delle pulsioni. Nella prima teoria delle pulsioni, realizza una distinzione tra le pulsioni di autoconservazione e le pulsioni sessuali. Nel bambino, durante il primo periodo della vita, le pulsioni sessuali derivano da fonti organiche differenti e molteplici e ricercano la gratificazione in particolari zone del corpo, dette zone erogene, quindi vengono indicate come pulsioni parziali.

    Solo con la fase della pubertà, le pulsioni parziali si unificano sotto il primato genitale, dando vita alla pulsione sessuale propriamente detta, che, al raggiungimento della maturità sessuale, si pone al servizio della funzione riproduttiva. In questa revisione della teoria, Freud postula un nuovo dualismo pulsionale tra la pulsione di vita, chiamata Eros e la pulsione di morte, Thanatos.

    Impasti e disimpasti pulsionali

    Per esempio la sete di conoscere viene ricondotta direttamente a una fonte pulsione: la pulsione di ricerca sembra proporsi, nelle parole di Freud, come una spinta originaria che conserva un carattere di passione e trasporto della stessa natura della sessualità.

    Freud sembra proporre una sorta di riconciliazione che intreccia sessualità e pensiero, narcisismo e investimento del mondo, senza farne due polarità opposte. La sublimazione, come il procreare, è frutto di questa spinta a diventare, che travalica, in parte, i traumi e le vicende storiche di ciascuno.

    A partire da questi nuovi concetti non ha più senso intendere la sublimazione come inibizione della sessualità, come de-sessualizzazione. Trieb; fr.

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    L'istinto è concepito da Freud come un comportamento animale fissato dall'ereditarietà, caratteristico della specie, preformato nel suo svolgimento e adattato al suo oggetto; la pulsione invece è una costituente psichica che produce uno stato di eccitazione che spinge l'organismo all'attività, anch'essa geneticamente determinata ma suscettibile di essere modificata dall'esperienza individuale.

    Nella pulsione si possono distinguere: fonte, oggetto e meta.

    La fonte è uno stato di eccitamento nel corpo, la meta l'eliminazione di tale eccitamento; lungo il percorso dalla fonte alla meta la pulsione diviene psichicamente attiva.

    Noi ce la rappresentiamo come un certo ammontare di energia, che preme verso una determinata direzione.

    Teoria delle pulsioni. Il carattere dell'esercitare una spinta è una proprietà gene- i rale delle pulsioni, è addirittura la loro es- I senza. Esso non è, secondo Freud, casuale o privo di significato nella psiche nulla avviene per caso, poiché tutto deriva da dinamiche causali necessarie, secondo il principio del determinismo psichico.

    Il sogno ha dunque la funzione di proteggere il sonno, ed è una formazione sostitutiva, o di compromesso, che costituisce un appagamento sostitutivo e fantasmatico dei desideri inconsci. Generalmente si attribuiscono questi comportamenti al caso o alla stanchezza.

    Questo orientamento, presente nella stessa natura, avrebbe lo scopo di eliminare gli stati di tensione. Adler Quest'ultimo aveva postulato l'esistenza di una pulsione aggressiva, per spiegare la posizione del bambino molto piccolo di fronte a un ambiente percepito come ostile.

    Il bambino, infatti, si trova alla nascita in una condizione di inferiorità rispetto alla realtà esterna ed è costretto a lottare per ottenere il proprio soddisfacimento.

    La pulsione aggressiva si attiverebbe quando l'individuo entra in rapporto con le richieste dell'ambiente. Nell'ottica adleriana, si avrebbero cioè comportamenti aggressivi, in senso patologico, solo quando la lotta che l'individuo intraprende per affermarsi non tiene adeguatamente conto della società e degli altri individui.

    In questo caso, il comportamento aggressivo entra in contrasto con il naturale bisogno di ogni essere umano di ottenere gratificazione affettiva e di entrare in relazione con gli altri.

    Attualmente, le correnti psicoanalitiche non accettano tanto l'idea di pulsioni di vita contrapposte a quelle di morte, ma piuttosto concordano sul fatto che in tutte le manifestazioni di comportamento si possono rintracciare sia la pulsione sessuale sia quella aggressiva, che in qualche modo operano insieme anche se bilanciate in modo diverso e se non è possibile vederle agire in modo isolato.

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