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    EU | FILM GRATIS IN STREAMING E DOWNLOAD LINK. Filumena Marturano di Eduardo De Filippo con Titina De Filippo Eduardo De Filippo, Tamara. Giuro che ti amo (il suo primo film da regista) di Nino D'Angelo del ;. La vera storia di Franco e Ciccio di Daniele Ciprì e Franco Maresco del Sedotti e bidonati movie download Actors: Ciccio Ingrassia Romano Giomini Bianchi con Pia Genberg, Mia Genberg, Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, e bidonati ГЁ un film del , diretto dal regista Giorgio Bianchi. LISTA FILM IN DVD. Download. blogopress.info Documento Adobe Acrobat KB. Download LISTA DVD DI FRANCO FRANCHI E CICCIO INGRASSIA. Brutti di notte - Franco Franchi e Ciccio Ingrassia [FILM COMPLETO] 91' Regia di Giovanni Grimaldi Con Franco Franchi, Ciccio Ingrass. Salvato da.

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    Bolognini dirige Perché? Monicelli fa impersonare a Silvana Mangano il ruolo di un'istitutrice che propone fiabe invece di fumetti. Benché di sapore farsesco, il film interpreta abbastanza bene il senso del romanzo. Don Chisciotte, il celeberrimo gentiluomo spagnolo che avverte lo stesso amore per la giustizia e il bisogno di difendere i deboli dai decantati cavalieri erranti, parte verso straordinarie imprese.

    Per far colpo sulla ragazza che ama, si fa credere un ricco figlio di papà, mentre è povero e spiantato. Gli equivoci si susseguono a non finire e, alla fine, trionfa l'amore.

    Franco e Ciccio continuarono a partecipare a vari programmi televisivi, sia come presentatori che come ospiti, fino alla morte di Franco, nel Ciccio fece ancora qualche sporadica apparizione cinematografica, per poi smettere definitivamente nel , perché, come riferito dal figlio Giampiero , dopo la morte di Franco aveva ormai perso ogni stimolo. È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Altri progetti Wikiquote Wikimedia Commons.

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    Vedi le condizioni d'uso per i dettagli. Per serie intere non abbiamo guadagnato più di Solo che, invece di quaranta milioni, ne accettavamo venti, sempre la metà.

    Buzzanca in tre film ha guadagnato quanto noi in non so quanti. Ma Simonelli, con il quale abbiamo realizzato undici film, convinse Amati a rivedere il progetto, riducendo il materiale originale e concedendo a noi maggior spazio. Gli otto film interpretati dalla coppia nella stagione hanno incassato sinora cinque miliardi e mezzo di lire. Media: quasi milioni a film. Un exploit che non era mai riuscito a nessuno degli attori del nostro cinema. Fu comunque una stupenda esperienza umana e di cinema.

    E allora il biglietto costava, mi pare, dalle tre alle seicento lire. Con loro feci diversi film, alcuni non erano male…Con Franchi e Ingrassia è rimasto sempre, fino a pochi anni fa, prima che Franchi morisse, un rapporto straordinario. Erano due ottimi comici atellani. Lucio Fulci. Aveva lavorato a Palermo, da Dagnino. Era bravissimo. E quando si girava, specialmente a Roma, era quasi una consuetudine che, poco prima della fine della lavorazione, mandasse Gregorio, il suo autista, a prendere un furgone di cannoli e di cassate da Dagnino, appunto, e li offrisse a tutta la troupe.

    Giovanni Fago, aiuto regista. Devo a loro più di tutti, la mia fortuna cinematografica degli anni a venire. Lino Banfi. Questa ha fatto il giro di tutto il cinema italiano. Sono certo che Franchi e Ingrassia resteranno. Io poi, con gli attori, sono abbastanza duretto, sempre. Ho fatto più di venti film con loro! Per anni mi sono portato il marchio di Franchi e Ingrassia, ma io rispondo sempre di vantarmi di aver fatto questi film. Ricordo che la prima volta che ci siamo visti eravamo a Barcellona, in Spagna, e in fretta simpatizzammo.

    Lui ci dette del coraggio perché noi ci lamentavamo, dicevamo che non ci comprendono, ci fanno fare sempre le stesse cose. Ci dette del coraggio, dicendoci che noi eravamo bravi. E tutto questo fu motivo di continua ilarità. Con Franco ero amicissima.

    Scelse tre quadri e mi chiese il prezzo. Gli feci Francesca Romana Coluzzi , attrice.

    Orchidea De Santis, attrice. Mariano Laurenti, regista. I nostri film sono stati sputacchiati e offesi dalla critica, ed effettivamente non li salverei tutti. Cercavamo di leggere le battute dai movimenti delle labbra. Un caos. Io e Franco siamo seduti a chiacchierare, ci provavamo delle battute per le nostre parti. Era il regista, Mario Amendola. La scena è poi entrata addirittura nella versione originale del film, quella delle sale e quella poi commercializzata.

    Prendemmo uno con il cilindro che poteva assomigliare a Burt Lancaster e lo stesso donnone che nel film di Visconti faceva la mignottona. Franchi e Ingrassia interpretavano i figli del Gattopardo che si vendicavano del padre. Dal disastro, Lombardo, risorse con una parodia del disastro. Gianni Grimaldi, sceneggiatore. Non si dormiva, non si mangiava…Noi abbiamo inventato una lingua nuova, che la capiscono anche i Mao Mao…Noi usavamo il dialetto.

    Ci limitavamo a spostare i verbi e a usare inflessioni dialettali. Insomma, per fare un film veramente nuovo di Franchi e Ingrassia, avrebbero dovuto conoscere i sessanta, settanta precedenti. I registi, in una certa maniera, si ritenevano culturalmente impegnati a fare un cinema che riflettesse la realtà, ma attraverso un loro modo di raccontare. Pipolo, sceneggiatore.

    Io so soltanto che lo spettro della miseria che ci è stato alle spalle fino a pochi anni fa ora è sparito e che i miei figli non se lo sentiranno mai addosso. E questo mi basta. Cinecittà stava in vita soltanto grazie a noi. Contemporaneamente lavoravamo in tre teatri e mandavamo avanti tre film al giorno.

    Senza di noi, maestranze, produttori e operai sarebbero finiti in mezzo a una strada.

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    Io mi illudevo di avere tanti amici. Invece, improvvisamente, non mi rimase accanto neppure Ciccio. E sa come ci ha ripagato il cinema? Sa come sono stati riconoscenti quei fetenti dei produttori? Bella roba! Poi, si, facemmo pace e riprendemmo a lavorare insieme, ma questa cosa me la sono legata al dito. Li facciamo in due settimane, a getto continuo, è vero.

    Ma anche i giornalini per ragazzi escono tutte le settimane. Erano film che si giravano in quindici-venti giorni e costavano appena sui centotrenta milioni. Alcuni non erano neanche male, ma certo è un peccato che il film comico, anche se porta a casa un pozzo di quattrini, non sia mai stato considerato, in Italia: se a un comico serve un somaro, gli danno una tartaruga e deve accontentarsi…I produttori non volevano spendere per i nostri film; se avessero potuto, ci avrebbero messo al muro piazzandoci davanti, invece di un plotone, una macchina da presa.

    Eravamo diventati macchine per fare soldi, e difatti a un certo punto ci sentimmo due robot, e proprio per questo perdemmo la calma.

    Erano un gruppetto di artisti che avevano avuto meno fortuna di noi. Noi facevamo di tutto per spingerli, poi toccava a loro conquistare il successo. Anche perché, secondo noi, avevano le carte in regola.

    Essendo noi i protagonisti, tutto quanto veniva fatto su di noi, ma noi lasciavamo a loro sempre qualche spazio buono, qualche possibilità di mettersi in mostra Franco Franchi. Che uomo meraviglioso, che attore. Degno di Chaplin, il gran mostro, e forse in certe cose maggiore di lui.

    Lei mi chiede se non rideva proprio mai, fuori scena? Macché, era allegrissimo, simpatico, gioviale, pieno di battute.

    Ma poi, come la macchina da presa lo inquadrava, tac, come se gli avessero calato una maschera. E poi era di una gentilezza! Ogni giorno portava un pacchetto di noccioline a Franco. Incuriosito gli ho chiesto perché. A modo suo, era un complimento. Ma avevo Franchi e Ingrassia. Luigi Scattini, regista.

    Noi ci siamo rimasti. Sono quelle strane cose che pensano i produttori. Come autori, gli abbiamo detto che erano due comicità diverse, Keaton proveniva dalla gag muta, mentre Franchi e Ingrassia, pur facendo anche quel tipo di gag, si esprimevano in modo diverso.

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    Tuttavia, il fascino di poter utilizzare Keaton era enorme, e debbo dire che alla fine, tutto sommato riuscimmo ad amalgamare bene le due comicità. Luigi Scattini. In quindici-venti giorni era tutto fatto, senza mai spendere più di centotrenta milioni. Ma dopo si incassava dieci volte tanto. Non avevamo tempo e, da Madrid, dovevamo tornare al più presto in Italia perché dovevamo girare altri film. Ebbene, per farci girare le scene mancanti, hanno addobbato da ufficio dello sceriffo uno scompartimento ferroviario.

    A un certo momento ballava tutto, perché il treno era in corsa. E invece… Quante volte ho detto a Franco di ridiscutere il nostro cachet abituale di quindici-venti milioni a film?

    Ma lui temeva che non ci avrebbero chiamato più. Cioè hanno costruito tre mulini piccoli, che poi, sistemati, in una certa maniera, nel montaggio, sembravano veri. Chi sono in realtà il Gatto e la Volpe?

    Luigi Comencini.

    Franco Franchi

    Ci recammo addirittura in Olanda, per girare il film. Non vi dico che combinarono Franchi e Ingrassia per il trasferimento ad Amsterdam. Tanto Ciccio quanto Franco non volevano partire in aereo.