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SCARICA LATEX ARANZULLA


    Contents
  1. SCARICA LATEX ARANZULLA
  2. Programmi per programmare
  3. Equation Editor è sparito!
  4. Introduzione

Per installare LateX basta scaricare una distribuzione LateX. Questa racchiude un editor di testo, il "motore" LaTeX ed un visualizzatore PDF. Per poterlo scaricare sul tuo computer, collegati innanzitutto al sito Internet del i linguaggi HTML, C/C++, Perl, Java, Matlab e LaTeX, il controllo ortografico. Per installare il LATEX in un computer con sistema operativo Windows, suggerisco di installare MiKTeX: blogopress.info seguendo le istruzioni. color=brown]Devo scrivere degli appunti su dei libri di Matematica, Fisica, Chimica, Geometria, Informatica che sia diciamo di alto profilo. LATEX `e attualmente lo standard de facto per scrivere articoli e libri, Download Dal sito blogopress.info scaricare l'installer, in versione bit o.

Nome: latex aranzulla
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file:35.23 MB

Chi, di fronte a un problema con il proprio computer, non ha mai seguito i consigli di Salvatore Aranzulla? Pochi, potremmo scommetterci. E in una recente intervista, forte delle sue conoscenze sul web, l'informatico si è schierato contro Chiara Ferragni e gli influencer in generale. Quando gli viene chiesto cosa pensi di questi nuovi professionisti, infatti, afferma: "Ho molti dubbi sulla sostenibilità a lungo termine delle carriere da youtuber e influencer di moda.

Hanno un ricavato immediato, ma non apportano un valore aggiunto". Dico un paradosso: un giorno Facebook e Instagram possono svegliarsi e decidere di cambiare gli algoritmi o di chiudere il profilo a Chiara Ferragni. Io invece ho un mio sito, posso decidere che farne". Nella stessa intervista, rilasciata al Fatto Quotidiano, Salvatore Aranzulla rivela anche molti retroscena del suo lavoro, che paradossalmente finiscono per renderlo, in qualche modo, simile agli influencer.

Ci sono poi altre caratteristiche di primo piano: LaTeX è multipiattaforma funziona su Windows, Linux e Mac e è applicabile a qualsiasi tipo di documento, sebbene aranzilla molto diffuso in ambito accademico. È solitamente molto semplice da installare e ne esistono diverse per ogni sistema operativo.

Both Windows and Linux have been used in this capacity, with commodity software used to run critical patex systems. Si tratta di uno strumento non facilissimo da utilizzare, sebbene esistano in rete molti template e xranzulla spiegazioni che indicano in modo chiaro ed esaustivo le linee guida principali del sistema. Word è un programma di videoscrittura prodotto da Microsoft a partire dal Il flusso di lavoro è semplice e viene gestito attraverso una struttura di cartelle condivise online.

Microsoft Word Word è un programma di videoscrittura prodotto da Microsoft a partire dal Sai che Libero ti offre una mail gratis con 5GB di spazio cloud su web, cellulare e tablet? Per effettuarne subito lo scaricamento, provvedi a collegarti alla pagina per il download del programma presente sul sito Internet di Microsoft dopodiché clicca sul bottone Download che sta in alto a destra e aranzlla sul pulsante aranzklla il download che aranzhlla sotto il logo del sistema operativo in uso sul tuo computer.

Come la maggiorparte dei programmi dedicati alla composizione grafica, Draw lavora su livelli, quindi i vari elementi immagini, forme, testi vengono disposti in automatico su livelli diversi in modo da poterli liberamente riorganizzare, portando un oggetto in primo piano, sullo sfondo o tra altri elementi. Caro Claudio, grazie della gentile risposta. Come puoi vedere dalle risposte di GC che seguono, il problema non sembra sparire ripristinando Office.

Tra le altre cose io non sono per niente disinvolta con questi "aggeggi" e non vorrei fare danni Infine, due catture schermo dal sito degli sviluppatori di MathType per rispondere alla tua prima domanda:. Quindi pare esserci un modo di avere un programma simil- Equation funzionante e ugualmente gratuito.

Ora lo provo e spero bene. La mia scuola in passato ha acquistato Math Type e io l'ho usato molto. Anche una versione "debole" è meglio di niente.

Intanto ho letto che le formule che il brutto programma per scrivere "equazioni" che permane in Word contiene la possibilità di modificare una formula usando i comandi di LaTeX, che sarebbe già qualcosa. Ottimo, nel frattempo ho provato a installre MathType che effettivamente funziona in maniera identica a Equation gli sviluppatori sono gli stessi e permette di modificare le equazioni già inserite.

Bisogna vedere quali funzionalità verranno tolte nella versione Lite, ma per ora mi sembra perfetto. Avete provato Microsoft Mathematics? La risposta è risultata utile a 2 persone. Ho notato che, terminata l'installazione riuscita di Mathematics , mi è stata richiesta anche l'installazione di DirectX a quanto pare sempre un prodotto Microsoft. Devo installarlo?

Questo sito utilizza cookie per analisi, contenuti personalizzati e pubblicità. Continuando a navigare questo sito, accetti tale utilizzo. Se invece il progetto editoriale è ancora in fase iniziale, il consiglio è di contattare Pagination che vi fornirà esempi pratici per quanto riguarda la struttura dei dati, il layout e la gestione delle immagini. Attualmente il programma è alla versione QuarkXpress E ancora la realizzazione di materiali aziendali, volantini, piccoli poster, e altri documenti che richiedono un layout flessibile.

Scribus è stato utilizzato anche per produrre interi libri. I lavori possono essere salvati nei formati di testo e immagine più popolari. LaTeX è un linguaggio di programmazione usato per la preparazione di testi basato sul programma di composizione tipografica TEX.

La versione più attuale è denominata LaTeX2?. Si tratta di uno strumento non facilissimo da utilizzare, sebbene esistano in rete molti template e anche spiegazioni che indicano in modo chiaro ed esaustivo le linee guida principali del sistema.

Ulteriori pregi di LaTeX sono la veloce conversione dei documenti in formato PDF e il poter essere utilizzato anche per creare e editare disegni, tabelle e grafici. LaTeX è multipiattaforma funziona su Windows, Linux e Mac e è applicabile a qualsiasi tipo di documento, sebbene sia molto diffuso in ambito accademico.

Word è un programma di videoscrittura prodotto da Microsoft a partire dal È parte della suite di software di produttività personale Microsoft Office, ed è disponibile per i sistemi operativi Windows e OS X.

È attualmente il programma del suo genere più diffuso nel mondo. Presenta inoltre funzioni che consentono di creare documenti visivamente gradevoli senza essere grafici esperti. Se state seguendo questi appunti passo-passo, probabilmente vi sarete già accorti che aprire ogni volta il vostro test. Potete farlo per il momento, se volete: l'importante è che sia una cosa provvisoria. Non si usa il Blocco Note per programmare davvero. Quando installate una versione di Python su Windows, avete a disposizione non una, ma due versioni dell'eseguibile dell'interprete: python.

Il primo è l'interprete che usate normalmente.

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Il secondo è identico al primo, tranne per il fatto che nasconde la finestra della shell. Questo secondo interprete è chiaramente destinato agli utenti "normali" che devono eseguire un programma Python scritto da altri, e non saprebbero che farsene della finestra della shell aperta certo, il programma dovrebbe avere una interfaccia grafica per comunicare con l'utente.

Se invece il programma ha un'interfaccia testuale, allora la finestra della shell serve eccome! Come si fa a scegliere con quale dei due interpreti eseguire uno script? Potete provarci: lo script viene eseguito, ma non potete vedere nessun output. L'utente "normale" vuole fare doppio clic sul file dello script, come sappiamo. Per questo scenario, Windows registra un'estensione separata:.

In altre parole, vi basta modificare l'estensione del vostro file test. Valgono le stesse raccomandazioni fatte sopra per l'estensione. Fatto questo, se volete testare il vostro script, vi conviene modificarlo ancora una volta, in questo modo:. Siccome adesso non c'è un output scritto che potete vedere, questo script emette un tono più basso se viene eseguito da Python 2, e un tono più alto se viene eseguito da Python 3. Occasionalmente vedrete dei file.

Questi sono file Python pre-compilati per una esecuzione più veloce. Siccome contengono bytecode e non testo, non ha senso aprirli con l'editor. Potete associarli al launcher. Questa possibilità esiste fin da Python 2.

In pratica è possibile comprimere i file degli script Python in archivi zip: l'interprete Python è in grado di eseguire anche questi archivi compressi.

La prima riga invoca il modulo zipapp della libreria standard per comprimere il nostro file di test; la seconda riga mostra che l'interprete Python è in grado di eseguire normalmente il file compresso risultante.

Programmi per programmare

Ovviamente questa opzione ha più senso se volete comprimere una intera directory che contiene diversi script Python raccolti in un "progetto" un'applicazione di qualche tipo. In questo modo potete distribuire il vostro lavoro come un singolo archivio compresso, che Python è in grado di eseguire senza bisogno di scompattarlo prima. Se ritenete, potete associare i file. Queste note sono volutamente dettagliate, per farvi capire le opzioni possibili.

Quello che vi conviene davvero fare, comunque, è in genere molto semplice:. Riassumiamo anche i diversi modi con cui si usa il launcher. Per adesso è molto semplice, ma vedremo che la situazione si complicherà leggermente con i virtual environments. Quanto abbiamo visto fino a questo punto è sufficiente per iniziare a programmare con Python, almeno fino a un punto ben preciso: la prima volta che vi trovate a dover installare un pacchetto esterno alla libreria standard.

Quando installate Python, installate anche la sua libreria standard : una grande famiglia di moduli pensati per risolvere ogni genere di problemi comuni, dalla matematica al logging, dai database al markup parsing, dalla concurrency alle regular expression, e molto altro.

Nelle diverse incarnazioni del nostro script test. Potete fare molta strada solo con la libreria standard. Se state imparando a programmare in Python, è possibile e perfino consigliabile limitarsi alla libreria standard per molti mesi, prima di iniziare a esplorare altro. Ma prima o poi vi troverete nella necessità di installare anche delle librerie esterne, per coprire nuovi scenari, o per fare le stesse cose in modo diverso e migliore.

Un chiarimento terminologico, prima di proseguire. Qui non stiamo parlando di installare "un programma", nel senso di un software compiuto destinato all'utente finale. Un "programma" scritto in Python si installa come un qualsiasi altro: per esempio, Calibre è un programma per la gestione di e-book, ed è scritto in Python.

Se vi piace, potete scaricarlo e installarlo. I moduli della libreria standard sono un esempio: sys , time , winsound etc. Installare librerie esterne in Python è veramente molto facile, al punto che il problema è che Nel corso del tempo è facile riempire la propria installazione Python con un mucchio di librerie esterne scaricate e installate per prova, per esigenze temporanee, per progetti poi chiusi o accantonati, etc.

Inoltre, lavorando in certi ambiti un esempio tipico: le applicazioni per il web è facile trovarsi a dover installare decine di pacchetti esterni. Per questo bisogna imparare a far bene le cose fin dall'inizio. Prima di imparare a installare pacchetti esterni, dovete imparare a creare e gestire i virtual environment. Un virtual environment d'ora in poi "venv" per brevità è una installazione isolata di Python, creata a partire dal Python "globale", di sistema che avete già installato.

In concreto, è una directory separata in cui si copiano i file necessari all'esecuzione di Python e la sua libreria standard: successivamente è possibile installare i pacchetti esterni direttamente nel venv, invece che nel Python "principale".

I vantaggi dei venv sono molteplici: permettono di non inquinare l'installazione di Python con dozzine di pacchetti che magari servono solo a un progetto particolare; permettono soprattutto di tenere sotto stretto controllo i pacchetti che servono all'esecuzione di un determinato progetto le sue "dependencies", come si chiamano.

Quando un venv non serve più, semplicemente lo si cancella; se sbagliate a installare qualcosa, o non siete sicuri di aver fatto la cosa giusta, potete buttare via il venv e ricominciare daccapo; etc. La strategia abituale è di creare un venv separato per ciascun nuovo progetto "importante". Potete naturalmente creare un venv di servizio generico da usare per gli script veloci, i progettini, gli esperimenti. Ma non appena un progetto cresce, e ha bisogno di "dependencies" esterne ben precise, è fondamentale creare un venv solo per lui.

Concretamente, i venv sono delle directory con dentro una copia di Python e della libreria standard più precisamente: un puntatore ai file della libreria standard, per evitare di copiarli fisicamente. Ma questo è un dettaglio. Ci finiscono dentro poi tutti i pacchetti esterni che installerete via via. Potete creare un venv dove volete. Talvolta è preferibile una soluzione differente. Questa potrebbe non essere una buona politica se la macchina è usata da più utenti, visto che in genere il drive D: viene lasciato come "terra di tutti".

Ma è una path corta da scrivere nella shell, e in ogni caso se per voi non va bene potete adottare la soluzione che più vi fa comodo.

Le versioni di Python più recenti dalla 3. Questo richiede qualche spiegazione aggiuntiva. Notate che abbiamo specificato l'opzione -3 del launcher py per indicare che vogliamo eseguire Python 3.

L'opzione -m vuol dire che non ci interessa invocare la shell di Python, ma vogliamo invece che Python esegua un modulo in particolare: in questo caso, il modulo venv con l'argomento ulteriore test che è semplicemente il nome che vogliamo dare al venv che stiamo creando. Con questo abbiamo creato un nuovo venv di nome test. Per "usare" un venv bisogna prima "attivarlo". Per questo scopo esiste un batch script activate. Da una directory di lavoro qualsiasi, in questo modo avete attivato il venv.

Notate che adesso il prompt indica la stessa directory di prima, ma preceduta dal nome del venv test nel nostro caso : questo vuol dire che adesso state lavorando "dentro" il venv. E questo a sua volta vuol dire che adesso tutte le invocazioni a py oppure python saranno indirizzate al Python del venv, invece che al Python di sistema.

Potete verificarlo con il metodo già noto questa volta lavoriamo direttamente dalla shell di Python, per cambiare un po' :. Come vedete, finché siete dentro al venv, le chiamate a py oppure python vengono dirottate sull'eseguibile Python che si trova dentro il venv.

Lo stesso capita se volete eseguire uno script: se invocate py test. Per uscire da un venv, basta invocare deactivate dalla shell concretamente, esiste un bash script deactivate. Una volta usciti dal venv, per cancellarlo completamente basta eliminare fisicamente la directory che lo contiene. Python 2 non ha il modulo venv nella sua libreria standard: quindi occorre installarlo come pacchetto esterno.

Per questo scopo esiste uno strumento apposito che si chiama Pip. Impareremo a capire come funziona tra non molto: per il momento, fidatevi e semplicemente.

Equation Editor è sparito!

Questo scaricherà e installerà il pacchetto virtualenv nel votro Python 2 di sistema. Non avevamo detto che non bisogna mai installare pacchetti esterni nel Python "globale", ma solo dentro ai venv? Una nota: nella stragrande maggioranza dei casi, avrete una sola versione di Python 2 installata tipicamente, Python 2.

Se per qualche ragione particolare invece avete installato due versioni di Python 2 per esempio, Python 2. In questo caso, usate invece pip2. Il pacchetto virtualenv , tra le altre cose, installa uno script virtualenv. Per creare un venv di Python 2, quindi, vi basterà:. Ancora una nota che prosegue quella di prima : se avete una sola installazione di Python 2, come in genere avviene, allora avete anche un solo virtualenv.

Per esempio, per Python 2. Una volta creato il venv, le operazioni successive sono le stesse che abbiamo visto per i venv di Python 3. Per attivarlo basterà:. Potete avviare la shell Python o eseguire uno script quando siete nel contesto di un venv.

Potete usare il launcher py o l'invocazione diretta dell'interprete python. Se invocate py all'interno di un venv, senza specificare un numero di versione, il launcher vi restituisce l'interprete Python che trova nel venv. Se invece specificate una versione per esempio, py -2 , allora il launcher sceglie sempre l'interprete "globale" di sistema anche se il Python del venv è lo stesso!

Per esempio, se siete all'interno di un venv di Python 3, allora:.

Introduzione

Se invece eseguite il modulo con python test. Potete testare voi stessi tutte le varianti possibili, creando venv di Python 3 e Python 2, e poi avviando il nostro test. Vi conviene tornare alla prima versione del modulo quella che aveva semplicemente le righe import sys; print sys.

Una nota: a questo punto dovrebbe essere ovvio perché "fare doppio clic" su uno script Python non è il modo giusto per eseguirlo. L'utilizzo dei venv costringe a usare la shell: facendo doppio clic, lo script viene sempre interpretato dal Python di sistema.

In teoria potreste ri-associare manualmente le estensioni. Dopo aver capito come si creano i venv, è il momento di usarli per lo scopo per cui sono nati: mantenere "ambienti" separati e isolati in cui installare tutte le "dependencies" necessarie al progetto a cui state lavorando.

Per prima cosa, dovete sapere che cosa è PyPI Python Package Index : si tratta della più grande e "ufficiale" repository di software scritto in Python.

È ufficiale nel senso che è mantenuta dalla stessa Python Software Foundation che gestisce lo sviluppo di Python, ed è sicuramente il punto di riferimento per tutti gli sviluppatori Python. PyPI ha un'interfaccia web che offre varie possibilità di ricerca e, volendo, di scaricamento diretto dei pacchetti. Pip è un package manager per pacchetti Python: è "ufficiale" perché è entrato a far parte della libreria standard, e quindi dovrebbe essere a disposizione con la vostra installazione di Python dalla versione 3.

Se avete una versione più vecchia, Pip va installato separatamente. Pip è un modulo della libreria standard, ma esiste anche un eseguibile pip. Per esempio, potete usare direttamente pip install invocando l'eseguibile, invece di py -m pip install invocando l'interprete Python e chiedendogli di eseguire il modulo pip.

Abbiamo già usato Pip per installare il pacchetto virtualenv nel Python 2 di sistema. Come abbiamo detto, è bene tuttavia installare i pacchetti sempre in un venv. Come primo esempio, proviamo a installare Arrow : si tratta di un pacchetto per la gestione delle date. Se non lo avete già fatto, create un venv di Python 3 chiamiamolo test e usiamo pip install :. Come vedete la sintassi è elementare: invochiamo pip. Pip si occupa di tutto per noi: cerca il pacchetto su PyPI, sceglie la versione più aggiornata, la scarica e la installa.

Se c'è bisogno come in questo caso di installare degli altri pacchetti mancanti per il funzionamento di Arrow, allora Pip cerca, scarica e installa anche questi. Se adesso aprite una shell nel venv e provate a importare e usare Arrow, scoprirete che Niente di difficile.

Se adesso uscite dal venv deactivate , e provate di nuovo ad aprire una shell Python py -3 e importare Arrow, otterrete invece un ModuleNotFoundError. Come promesso, Arrow è stato installato solo nel venv, e non nel Python di sistema.

La stessa cosa, ovviamente, vale per i vostri script. Modificate ancora una volta il vostro test. La documentazione completa di Pip spiega nel dettaglio tutte le opzioni possibili. È importante la possibilità di specificare la versione del pacchetto da installare, in modo più o meno preciso. Per esempio,. Una nota ancora: nei rari casi in cui effettivamente serve installare un pacchetto "globalmente", e non all'interno di un venv, state attenti a usare pip install quando avete molteplici versioni di Python installate.

La semplice invocazione a pip utilizza il primo pip. Ma fuori da un venv, pip potrebbe non riferirsi al pip. Per fortuna oltre a pip.

Quindi, se siete fuori da un venv, dovete invocare le versioni numerate per essere sicuri di usare il Pip giusto: invece di pip install , usate pip2 install , pip3. Tutto questo, ripetiamo, non è necessario all'interno di un venv ovvero, nella quasi totalità dei casi : all'interno di un venv, pip install fa sempre la cosa giusta. In questo caso, naturalmente, l'installazione di pacchetti "globali" con pip3 install fallirà con un PermissionError: [WinError 5] : dovete installare da una shell "privilegiata" ovvero con privilegi da amministratore.

Ancora una volta, precisiamo: è molto raro incontrare questo problema, perché in genere installerete pacchetti solo nei venv, e i venv naturalmente risiedono in una directory per la quale avete i necessari permessi di scrittura. Pip mantiene un registro dei pacchetti. Potete verificare quali pacchetti avete installato con pip freeze :. Di solito, dopo aver installato i pacchetti necessari in un venv, si "salva" la configurazione raggiunta in un file di testo:.

Un file requirements. Infatti pip install ha anche l'opzione di installare in un colpo solo tutti i pacchetti che trova elencati in un file di testo. Potete fare la prova. Supponiamo che abbiate messo il vostro requirements. Alla fine della procedura, vi ritroverete un venv completo di tutti i pacchetti dichiarati nel requirements.

La lista di requirements che ottenete da pip freeze è molto specifica: per ciascun pacchetto è indicata la versione esatta che avete installato. Questo è utile se si desidera ri-creare ogni volta lo stesso preciso venv.

Per questo vi basterà correggere manualmente il vostro requirements. In questo modo pip install -r requirements. Il formato di un requirements. Questo torna utile in molti scenari. Per esempio: un progetto richiede un elenco di pacchetti comuni, e inoltre alcuni pacchetti aggiuntivi che si usano solo in fase di sviluppo, o di test, ma che non sono necessari per la versione "pubblica" del progetto.

In questo caso, potete indicare i pacchetti comuni in un requirements. Notate l'opzione iniziale -r che rimanda a requirements.

Una strategia comune, al momento di iniziare un nuovo progetto, è di creare un venv apposito. Man mano che si installano dei nuovi pacchetti necessari al progetto, si rigenera il requirements. A questo punto, è importante sottolineare che non bisognerebbe mai manipolare direttamente la directory del venv aggiungere, togliere, spostare dei file al suo interno. Il motivo è appunto questo: tutto il contenuto del venv deve dipendere esclusivamente da un requirements. Il nostro progetto i moduli Python che scriviamo, la documentazione, i file di configurazione e accessori Anche il file dei requirement risiede nella directory del progetto.

Vedremo in seguito come strutturare un progetto Python in modo razionale. Molto raramente potrebbe capitarvi di installare un pacchetto che non è stato caricato su PyPI, ma che trovate solo per esempio su sito dell'autore. Oppure potreste volervi fare una piccola collezione di pacchetti che installate frequentemente, in modo da non doverli scaricare tutte le volte da PyPI.

Una terza possibilità è che dobbiate installare dei pacchetti pre-compilati non ufficiali, che non trovate quindi su PyPI: approfondiremo tra poco questo caso. Potete scaricare direttamente dal sito di PyPI, ma potete anche lasciare che sia Pip a fare il lavoro per voi: Pip ha infatti un'opzione per scaricare senza installare.

Lavoriamo sempre all'interno del nostro venv di Python 3: anche se Pip non installerà subito il pacchetto, è importante che sappia per quale versione di Python deve scaricarlo. L'opzione -d specifica una directory di destinazione; se non la indicate, Pip scaricherà il pacchetto nella directory corrente.

Si tratta di una Wheel riconoscibile dall'estensione. Per il momento, una raccomandazione: non dovete cambiare il nome del file scaricato. In una Wheel il nome del file è significativo, e Pip non potrà installarlo correttamente se lo modificate.

Una volta scaricato il pacchetto, potete installarlo con Pip senza più bisogno della connessione internet:. Come vedete, basta specificare la path del pacchetto non è necessario che sia una path assoluta: basta la path relativa alla directory corrente.

Potete anche scrivere le path dei pacchetti locali che desiderate in un requirements. La procedura che abbiamo descritto fin qui funziona per installare pacchetti che sono scritti completamente in Python.

Ma occasionalmente per fortuna sempre più di rado pip install fallisce con una serie di messaggi di errore piuttosto complicati, ma che in sostanza ci avvertono che non è possibile "compilare" i pacchetti necessari. Che cosa è successo? Fino a qualche anno fa, il formato di distribuzione dei pacchetti Python le "egg", che si trovano ancora occasionalmente non prevedeva un modo per distribuire pacchetti con estensioni già compilate. Quindi, le estensioni in C dovevano essere compilate da voi al momento dell'installazione.

Questo non è un problema sui sistemi Linux, che tradizionalmente hanno un compilatore di default pronto all'uso: in questo caso, Pip si rivolge al compilatore, compila le estensioni C, e installa il pacchetto senza problemi.

Windows invece non ha un compilatore di default, e quindi Pip scarica correttamente il pacchetto giusto, ma al momento di compilare le estensioni non sa più come procedere. Da qualche anno Python ha introdotto un nuovo formato per distribuire i pacchetti, che ormai ha quasi del tutto sostituito il precedente: le Wheel , che consentono tra l'altro di pre-compilare le estensioni C. Tuttavia occasionalmente pip install potrebbe ancora trovare su PyPI solo vecchi pacchetti non pre-compilati.

O magari Pip trova una wheel, ma non quella pre-compilata per la vostra particolare versione di Python. In casi del genere, possiamo rimediare seguendo una delle due strade:.

Vedremo subito come percorrere la seconda strada - ma prima, una legittima domanda: perché gli sviluppatori non distribuiscono su PyPI direttamente i pacchetti con le estensioni già compilate? In primo luogo, questa possibilità è arrivata solo di recente, con le wheel. Ma soprattutto, è possibile e scusabile che gli sviluppatori non abbiano voglia di supportare diverse versioni dello stesso pacchetto, pre-compilate per ciascuna diversa piattaforma.

Spesso è possibile trovare le wheel compilate solo per le piattaforme che gli sviluppatori ritengono più interessanti o accessibili per loro. Talvolta esistono wheel compilate solo per certe versioni di Python, e non per altre. In particolare, potrebbe essere leggermente più complicato trovare wheel compilate per Python 3. Infatti ricordate che queste versioni di Python sono compilate con Visual Studio Uno scenario frequente è che il pacchetto, per quanto riguarda il solo codice Python, sia perfettamente compatibile tra Python 3.

Tuttavia, se il pacchetto contiene delle estensioni C, lo sviluppatore deve ugualmente compilarlo due volte con un compilatore diverso per supportare la 3. Molti sviluppatori, comprensibilmente, potrebbero non aver voglia di tenere entrambi i compilatori installati e fare due volte il lavoro.

Va detto comunque che, man mano che Python 3. Se cercate delle wheel in rete da scaricare manualmente, fate attenzione a scegliere il pacchetto giusto: i nomi dei file delle wheel sono significativi e riportano la versione del pacchetto e con quali versioni di Python è compatibile.

Una volta scaricato il pacchetto, potete installarlo con Pip dal file locale, come visto sopra. Se adesso chiedete un pip freeze , noterete che il pacchetto che avete installato a mano è regolarmente elencato insieme agli altri.

Tuttavia, se in futuro volete usare il file di requirements per re-installare l'ambiente del venv pip install -r requirements. L'unica soluzione è correggere il file requirements. Quando installate dei pacchetti in un venv, questi sono ovviamente disponibili solo nel venv in cui li avete installati.

È possibile tuttavia creare un venv con l'opzione --system-site-packages , che permette al venv di utilizzare anche i pacchetti installati nel Python di sistema da cui è stato creato. Ma non abbiamo detto e ripetuto che non bisognerebbe mai installare pacchetti nel Python di sistema? Infatti: quindi, anche --system-site-packages non andrebbe usata affatto, o con estrema cautela.

Vi troverete spesso a dover installare una serie di pacchetti ausiliari che non sono necessari per eseguire il codice del vostro progetto, ma che comunque vorrete installare per aiutarvi nello sviluppo. Per esempio, un linter come Pep8 o PyLint ; pacchetti che vi aiutano con i test, come Pytest , Nose o Fixtures ; oppure ancora Sphinx per generare la documentazione; e altri ancora parleremo di questi aspetti e di questi pacchetti nelle sezioni successive.

Ci sono due strategie per gestire questi pacchetti ausiliari. La prima, più semplice, è di installarli con Pip in ciascun venv che create. Tutt'al più, potete risparmiare il tempo di download scaricando una volta per tutte le wheel necessarie, e chiedendo a Pip di installare dal file locale.

Dovete solo fare attenzione a un dettaglio: siccome non sono pacchetti necessari a eseguire il vostro codice, non dovreste includerli nel requirements. La seconda strategia è quella di installare questi pacchetti ausiliari di uso comune nel Python di sistema, e poi creare i vostri venv con l'opzione --system-site-packages : in questo modo i venv possono attingere anche ai pacchetti ausiliari che vi servono per lo sviluppo. In questo modo vi risparmiate la piccola noia di installare gli stessi pacchetti in tutti i venv.

Una cautela: come vedremo, molti di questi pacchetti potrebbero essere utilizzati e integrati nel vostro editor preferito: in genere gli editor evoluti possono essere istruiti sul venv di cui ha bisogno il codice su cui state lavorando. È importante in ogni caso ribadire un concetto: usate eventualmente questa strategia esclusivamente per i pacchetti ausiliari che non servono per far funzionare il codice dei vostri progetti, ma che servono solo a voi per lo sviluppo.

Tutte le "dependencies" necessarie al vostro progetto devono essere installate nel venv ed elencate nel requirements. Prima di abbandonare l'argomento venv, è forse opportuno inserire alcune note di carattere più avanzato, che un principiante potrebbe tenere a mente per il futuro. Occorre tener presente che i venv Python non sono e non vogliono essere una soluzione completa di virtualizzazione: si tratta solo di un meccanismo, anche abbastanza poroso, per tenere separati i pacchetti Python occorrenti in un progetto.

Il resto dell'ambiente di lavoro in cui il progetto è immerso non è controllabile con i venv. Un requirements. Se tutto questo per il vostro progetto è indifferente, allora nessun problema. Ma se avete bisogno di un controllo maggiore, dovreste rivolgervi a una soluzione di virtualizzazione più completa, come per esempio un container Docker.

Un altro aspetto importante da ricordare è che Pip e i venv fanno molto poco per aiutarvi ad affrontare la variegata classe di problemi nota informalmente come "dependency hell". In sostanza, con Pip avete solo due alternative. Potete specificare nel requirements. In linea di principio, far girare il vostro codice produce risultati diversi in tempi diversi.

Oppure potete elencare tutti i pacchetti con le loro versioni esatte, come risultano da un pip freeze. In questo caso vi garantite una build deterministica, ma lo svantaggio è che dovete gestire manualmente il requirements. I moduli pip e venv della libreria standard sono sicuramente sufficienti per i principianti e anche per i più esperti, almeno nella maggioranza dei casi.

Esistono comunque soluzioni più avanzate che prima o poi potreste voler prendere in considerazione: in questo periodo lo strumento di packaging più valido e popolare nel mondo Python è diventato Pipenv di Kenneth Reitz, ormai adottato come raccomandazione ufficiale della Python Packaging Authority.

Uno script Python è un file di testo che contiene il vostro codice, nulla di più. Tuttavia esistono alcune convenzioni che potete, e in qualche caso dovete, rispettare. Come minimo dovreste conoscerle, in modo da capire che cosa significano certe annotazioni che trovate nei programmi altrui.

Le shebang sono una convenzione molto comune nel mondo Linux per gli script in genere, e non solo quelli in Python. Fino a poco tempo fa, non avevano nessuna importanza per Python su Windows: era utile comunque inserirle per venire incontro agli sviluppatori Linux che eventualmente avrebbero usato i nostri script.

Tuttavia, nelle versioni più recenti anche il launcher py ha imparato a tenere conto delle shebang in certe situazioni: a maggior ragione quindi bisogna sapere che cosa sono e come usarle. L'idea della shebang è di fornire all'ambiente circostante la shell del sistema operativo, tipicamente informazioni su come deve essere interpretato lo script: specificare che si tratta di uno script Python non Perl, per esempio ; e dichiarare almeno entro certi limiti da quale interprete Python dovrebbe essere eseguito, nel caso che più di uno sia disponibile.

Ne consegue che le shebang hanno senso, e dovrebbero essere usate, solo per gli script che vanno effettivamente eseguiti dall'interprete script stand-alone, o script che costituiscono l'entry point della vostra applicazione. Se uno script è fatto esclusivamente per essere importato da altri script Python, allora non ha senso mettere la shebang. Una shebang, se esiste, deve essere rigorosamente la prima riga del file, e deve iniziare con i caratteri!

In genere si preferisce indicare una path "virtuale", o comunque più generica. Il launcher py riconosce i seguenti tipi di shebang che naturalmente sono validi anche nel mondo Linux :. Inoltre, è anche possibile usare queste shebang con un numero di versione: per esempio potete indicare!

Tuttavia la shebang! Come si comporta il launcher py quando gli chiedete di eseguire uno script che inizia con una di queste shebang?

Tutto questo è un po' disorientante.